offertorium
Giugno 25, 2007
Mercoledì 27 giugno 2007, alle 21.30, presso l’Ex Ospedale Psichiatrico di Racconigi (via Fiume, Racconigi – CN) il Balletto dell’Esperia presenta la prima nazionale dello spettacolo Offertorium, coreografia di Paolo Mohovich, creata in collaborazione con i danzatori della Compagnia.
I bellissimi elementi scenografici, venti coni di rete metallica, che riprendono un altro elemento ricorrente nell’opera di Mario Merz, vengono trasportati in scena a creare una sorta di recinto, di gabbia in cui viene eseguito l’assolo finale… un vero e proprio canto alla libertà.
Il testo “144 Libertà” è stato pubblicato nel 1985 nel volume Voglio fare subito un libro, una raccolta di testi editi e inediti scritti da Mario Merz fino al 1985, a cura di Beatrice Merz (ed. hopelfulmonster, Firenze / Verlag Sauerländer, Aarau – Frankfurt am Main). Il testo autografo di Mario Merz “Disegno per 144 Libertà” del 1997 (collezione privata, Roma) è attualmente esposto presso la Fondazione Merz, Torino, all’interno della mostra “Mario Merz: disegni”, fino al 16 settembre.
contemporea / mente
Giugno 25, 2007
Il filo rosso che fa dell’antichità, del medioevo e del rinascimento, del moderno e del contemporaneo un continuo di fatti, persone, idee è in fondo un grumo di materia calda, che nelle diverse epoche si plasma in forme nuove, ma senza perdere la sua dentistà o calore.
L’arte è quello strumento che tenta di portare alla luce questo grumo, di renderlo, forse, cosapevole. Quando poi l’intenzione prende la forma della danza e della parola, quel grumo diventa corpo e voce, diventa ritmo.
Michela Lucenti e i suoi attraversano i temi della tragedia e ne introducono di nuovi, come quelli del doppio e dell’ingenuità. Ma ciò che più colpisce è la relazione tra la volontà restituire il tragico e la capacità di connetterlo con la contemporaneità.
DF
sette a tebe
Giugno 25, 2007



corpo I prologo
Giugno 20, 2007
Un teatro patologico – una malattia – un ambulatorio teatrale – una macelleria – una ossessione anatomica – una anomalia – un corpo al suo inizio…
Se è vero che il teatro rappresenta il mondo, e del mondo i momenti, se è pur vero che il teatro simboleggia gli stati dell’essere e la loro simultaneità essenziale, manifestandoli agli occhi dello spettatore, è proprio in virtù di questo “manifestarsi” che – chi guarda e fruisce – non fa che percepirne il carattere illusorio e transitorio.
Nell’ambulatorio teatrale si muovono quattro personaggi-metafora. L’azione inizia e finisce all’interno della cornice della storia scritta nel corpo, nei gesti, nelle parole del Ragazzo/Figlio – nello straordinario attore che lo agisce.
Intorno a cui gravitano: una Madre crudele e disperata che nella malattia del figlio riversa e riconosce la propria malattia; una Dottoressa (la Medicina) che gioca con la malattia scomponendo e ricomponendo il corpo con i propri esperimenti e finisce per scoprire la propria irrimediabile fragilità di essere umano; l’Anima di un Uomo/Scrittore, cercata eppure rimossa, che accompagna il ragazzo lungo tutto il suo percorso onirico, stabilendo relazioni col corpo e la sua storia, da lui immaginata, sognata, raccontata, pur gestendosi, egli stesso, nella dimensione spazio-temporale che gli appartiene.
Leggi tutta la scheda di presentazione dello spettacolo ..
roma ore 11
Giugno 14, 2007
Leggi la scheda di presentazione e recensione dallo spettacolo della compagnia Miti Pretese su drammaturgia.it. Continua..
maria zanella
Giugno 11, 2007
Leggi la presentazione di Maria Zanella, interpretato Maria Paiato, sul sito del Teatro Stabile di Torino. Continua…
Il peso delle stelle
Giugno 10, 2007



“cose di musica…”
Giugno 7, 2007
Di musica si può parlare in tanti modi: attraverso i virtuosismi di grandi artisti, descrivendo la leggerezza dei pianissimo in un’esecuzione, parlando del gusto e della fantasia di un musicista nelle modulazioni. Ma di musica di può parlare anche attraverso i ricordi degli uomini: per la Fabbrica delle idee è andato in scena Il peso delle stelle, di Giovanni Bonavia, proposta teatrale di Vincenzo Gamna, dove a parlare erano i ricordi degli uomini di una banda. È la Banda “del paese” quella in scena, quella in cui la cultura “alta” della musica rossiniana si tinge di colori e sapori della tradizione.
E così in rassegna passano tutti gli strumenti, che a modo loro spiegano di essere fondamentali per la vita e il sostegno del gruppo. Dai discorsi, dai ragionamenti viene inevitabilmente fuori l’essenza dello strumento che suonano, quasi a dimostrare che strumento e musicista non si incontrano per caso. E così ecco clarinettista che suona per una passione nata da bambino dopo aver ascoltato per la prima volta Benny Goodman. E poi di seguito il bassotuba colui in grado tenere il do basso, quel tappeto disteso affinché anche gli altri possano suonare e poi ancora la tromba, lo strumento della nota franca, la cavalleria della banda, la fierezza della musica e ancora la cassa e il corno, lo zum-pa-pa che crea gli spazi e da geometria alla musica..
Ma la storia di una banda è anche, e soprattutto, la storia di un gruppo di uomini. Suonano per passione e non certo per professione e così oltre ai ricordi di infanzia, lasciano un’istantanea dell’universo nel quale erano immersi: il lavoro a Torino partendo con la littorina dai centri limitrofi, il fascismo e “il dovere” di suonare Giovinezza nelle grandi manifestazioni, le feste in paese spazzate via dall’orrore dell’occupazione tedesca…
Alcuni si ribellarono e non ebbero più altri giorni per suonare… ma lo fecero fino all’ultimo istante e con l’eleganza di sempre che nella vita, così come nella musica, è ciò che non si sente, ma che ti permette di sentire.
SC
cosa, dove, quando
Giugno 3, 2007
Vai alle pagine di “cartellone” e “info” e scopri tutto sulla nuova edizione della Fabbrica delle Idee: i nove spettacoli, di cui due produzioni di Progetto Cantoregi, orari e luoghi, modalità di biglietteria.