l’acerba e amara mia passione
Giugno 8, 2008
Raccontare la storia di una santa non è certamente cosa semplice specie se s’intende evitare banalità o eccessi sulla scena. Eppure c’è chi riesce a restituire le vicende di una beata, Caterina da Racconigi per la precisione, con poesia e profondità, conducendo lo spettatore, lungo un percorso, un po’racconto, un po’ indagine, volto a svelare l’asprezza, ma anche la pienezza dell’essere una “sposa di Gesù”.
Ad aprire la Fabbrica delle Idee, edizione 2008, L’acerba e amara mia passione, una produzione di Progetto Cantoregi, scritto da Giovanni Bonavia e diretto da Vincenzo Gamna. Nei panni di Caterina, un’intensa Elide Giordanengo che ripercorre la vita della beata e il suo incontro con Dio, dalla tenerissima età fino al momento della sua morte. A irrompere nel racconto della protagonista, un indagatore, interpretato da Riccardo Forte, che riportandoci al presente cerca di ricostruire attraverso scritti dell’epoca, soprattutto per mano di Gabriele Dolce, primo storico saviglianese, amico e confidente di Caterina, il miracolo di questa donna considerata, tra il ‘400 e il ‘500, una delle “sante viventi”: accusata di eresia perché considerata una masca, una strega, ma poi assolta, bandita da Racconigi e in grado, come Caterina da Siena di formulare profezie, ridonare la vista, guarire e combattere il demonio.
Al racconto però sopraggiunge la domanda. Caterina si rivolge a pubblico che l’ascolta, si rivolge alla sua gente, mostra il suo fardello di santa, e chiede incessantemente di credere e affidarsi al mistero della fede. Uno spettacolo intenso che, senza cadere in esuberanze, ravviva la memoria di un Piemonte caratterizzato da momenti convulsi, e da un’anima che, fin dai suoi più verdi anni, fu avvolta in un alone di amore e di orrore, di santità e di mistero.
La fabbrica delle idee, la cui direzione artistica è affidata a Vincenzo Gamna e Marco Pautasso, continua tra Racconigi, Saluzzo e Carignano fino al 4 luglio con un cartellone ricco ed interessante: Linate 8 ottobre 2001: la strage, di Giulio Cavalli e Fabrizio Tummolillo, Il sorriso del ciclista, di e con Nicola Stante per la regia di Luca Valentino, Luigi sturzo – le male bestie, di Paolo Patui, regia di Dario De Luca, Un sogno per Maria, di e con Silvia Battaglio, Bar con Francesco Sframeli e Spiro Sciamone per la regia di Valerio Binasco; Il ritorno, di Sergio Pierattini, regia di Veronica Cruciani, 60 fps (frames per secondo), di Enrico Gaido e Alessandra Lappano per la regia di Portage ed infine Van Gogh, il suicidato della società, di Antonin Artaud, con i detenuti della casa di reclusione “Rodolfo Morandi di Saluzzo”, adattamento e laboratorio teatrale di Grazia Isoardi, regia di Koji Miyazaki.
Silvia Carbotti