non perdere tempo
Giugno 24, 2008
Ciò che indubbiamente differenzia il gesto artistico da quello civile o da quello religioso è la sua profondità, nell’ordine del tempo e dello spazio. L’atto religioso, infatti, genera qualcos’altro, una relazione, una dimensione diversa per lo più personale, intima, anche se svolto in comunità; l’atto civile si costruisce sopra il tempo e lo spazio, li accetta come assioma. L’arte, invece, sprofonda le dimensioni, rimette in gioco gli addendi, ridefinisce le proporzioni.
Nello spettacolo Signorine della Compagnia Virgilio Sieni, le danzatrici Simona Bertozzi e Ramona Caia sembrano misurare il tempo e agiscono con rallentata acutezza secondo brevi azioni; è loro intento stabilire un codice quotidiano di spostamenti e sentimenti, dar vita ad un trattatelo di cesure, almeno cento, che dia senso al lento trascorrere e trascolorare del gesto nella vita. Questi puri elementi metrici si raggrumano verso la figura, costantemente, la formano letteralmente. Si potrebbe dire che le signorine prendono forza dalla debolezza dei loro accadimenti e solo la dinamica latente lega centinaia di figure che appaiono dal loro corpo. Sono figure che accennano a corpi deposti, in preghiera, in ascolto, assorbiti dal proprio sguardo.
Continua sul sito dalla Compagnia Virgilio Sieni …
DF